Viaggio in Islanda

“Quando nel cielo incontri la morte, girale intorno e falle la corte. E gira gira l’elica, romba il motor, questa è la bella vita la vita bella dell’aviator. E se la morte non vuole andar via, girale intorno e fa acrobazia. E gira gira l’elica, romba il motor, questa è la bella vita la vita bella dell’aviator”. La canzone diventa una specie di rito scaramantico, per ragazzi che sanno di sfidare il destino ogni volta che decollano. Ma ecco che la “voce” prosegue: “…E se in partenza ti pianta il motore, pensa alla mamma e al primo amore. E gira gira l’elica, romba il motor, questa è la bella vita la vita bella dell’aviator…”.

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Il cuore di Guido accelera, in parallelo, come fosse un pistone. La manetta è al massimo e il “Caproncino” avanza, avanza ancora, artiglia l’erba con bella decisione. L’aereo prende slancio e si libra leggero da terra, dopo poche decine di metri, sorprendendo Guido per la rapidità della manovra. “Accidenti, sto già volando! Allora è questo che si prova… Che meraviglia. Sto galleggiando in un’altra dimensione. Guarda lì in basso, l’hangar, gli alloggi, i compagni… È tutto così piccolo, così insignificante…”.

 

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